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Cinque secoli di ex libris

Un po' di storia dell'ex libris italiano

Ex libris? Fino a non molti anni fa, pochi erano in Italia coloro che conoscevano esattamente il significato e la forte valenza bibliofilo-artistica del termine ex libris.

I più, anche fra le persone colte e gli addetti ai lavori, ne avevano un'idea vaga ed imprecisa. Della grandezza dell’ex libris figurato del nostro Novecento, eseguito da artisti come Sartorio, De Carolis, Moroni, Baruffi, Dal Molin Ferenzona, Martini, Fingesten, pochissimi, eccettuata una sparuta schiera di specialisti, ne comprendevano appieno il valore.

Gli studi storici erano fermi ai due volumi sacri dell’exlibrismo italiano d’inizio secolo: il Bertarelli-Prior, uscito per i tipi di Hoepli nel 1901 in pochissime copie numerate e il più diffuso “manuale” del Gelli, sempre per Hoepli, nelle due edizioni del 1908 e del 1930. L’impostazione dei due volumi è quella “alfabetica per titolare”, che risente dell’influenza ottocentesca degli annuari e dei dizionari nobiliari, limitandosi a brevi notizie sul titolare e sulla sua casata, e poco o nulla dicendo degli artisti e delle tecniche grafiche.

Un indubbio e positivo influsso alla diffusione e conoscenza dell’ex libris lo diede la rassegna L’Eroica  fondata nel 1911 alla Spezia da Ettore Cozzani che, coagulando attorno ad essa e alla carismatica figura del De Carolis un nutrito gruppo di giovani e valenti xilografi, diede inizio a quella prima fase dell’exlibrismo italiano (1910-1939) non ancora degnamente indagata ed approfondita  con opere organiche, ma ampiamente riconosciutaci dalla critica straniera come un’importante stagione - accanto al Futurismo - dell’arte italiana del Novecento.

I quasi sconosciuti nomi degli xilografi de L’Eroica: Francesco Nonni, Cafiero Luporini, Guido Marussig, Gino Carlo Sensani, Emilio Mantelli, Francesco Gamba, Publio Morbiducci, Aldo Patocchi, Benito Boccolari, Armando Cermignani, Diego Pettinelli, Armando Baldinelli furono tutti fecondi exlibristi e se il loro lavoro non è caduto nell’oblio e nel disinteresse, lo si deve anche ai collezionisti odierni di ex libris.

Questo movimento della xilografia originale in Italia, se da un lato ci ha permesso di godere di superbe prove d’arte, dall’altro non ha lasciato spazio al sorgere e allo sviluppo di altre tecniche e filoni artistici, quali la litografia e la calcografia, cosicché, esaurita la spinta de L’Eroica e del Cozzani, l’Italia si è trovata con una massa enorme di proseliti della xilografia, ma con una terribile penuria di disegnatori ed incisori su rame.

Che questi preziosi foglietti, avulsi dal libro e dalla loro funzione originaria, potessero essere raccolti e collezionati, fu subito chiaro a molti e sorsero così in tutta Europa le prime Associazioni exlibristiche che avevano come scopo precipuo la promozione e la diffusione di questa particolare forma d’arte.  Tuttavia ogni tentativo di costituire una stabile associazione italiana miseramente fallì, sia per mancanza di amatori che per la scarsa propensione associazionistica dei nostri predecessori.

Infatti nel 1912 il Conte Rati Opizzoni fonda e dirige l’”Associazione italiana tra amatori di ex libris”che avrà vita breve e pubblicherà un solo numero del proprio notiziario. Dall'elenco inserito nella rivista si rileva che l'associazione contava 89 iscritti tra cui il Bertarelli, il Conte Budan, autore della prima “Bibliografia” exlibristica, il Prefetto del Regno Carandini, autore di pregiati ex libris, Jacopo Gelli, valente poligrafo, l'ing. Mario Labò, l'avv. Rodina  ed altri.

Nel 1921 a Bologna Gino Sabattini fonda e presiede l'A.I.A.C.E. “Associazione Italiana Amatori e Collezionisti di Ex libris”, ma anche questo secondo tentativo avrà vita breve. Nel 1928 Giuseppe Fumagalli, l'insigne bibliotecario, organizza a Firenze una prima grande mostra exlibristica a cui partecipano i maggiori collezionisti ed artisti dell'epoca: anche il Re, Vittorio Emanuele III, mandò esemplari della sua raccolta. Il rarissimo catalogo di quella manifestazione è un must fra i bibliofili e i collezionisti di tutto il mondo.

Bisognerà attendere fino al 1937 per vedere la nascita del “Gruppo Italiano Ex libris e Bianco  e Nero” per iniziativa degli artisti Fingesten e Cavallini e del gallerista-editore Luigi Bolaffio, che alla Piccola Mostra di Milano organizzerà fino al 1943 varie manifestazioni ed esposizioni di ex libris. Venne poi la guerra e per alcuni anni di ex libris non se ne parlò più, ma fu un sonno di breve durata.

Nel 1946 viene fondata la B.N.E.L. l'Associazione “Bianco e Nero Ex Libris” che con alterne vicende, tipiche dell'ambiente, fa uscire fino al 1950 alcuni notiziari ed un prezioso Annuario in trecento esemplari, arricchito da importanti opere originali. Gli esponenti del periodo sono l'artista Italo Zetti, Balbi, Fenini, Botta, Accetti, Villani e Mantero. Ma i problemi e le discordie interne paralizzano l'attività fino al 1965.

Altri gruppi operavano nel frattempo, come l'A.D.E.L. “Amici Dell’Ex Libris” che pubblicherà dal 1955 al 1964 la rivista Ex libris diretta da Francesco Bono e continuata, alla sua morte, dal figlio Salvatore, vero e proprio incunabolo dell'exlibrismo italiano.

Nel 1959 il critico Luigi Servolini, tenace propugnatore della xilografia, eccellente xilografo egli stesso ed autore del ponderoso “Dizionario Illustrato degli Incisori Italiani”, fonda l'E.L.D.I.T., Associazione degli “Exlibristi d’Italia” che opera come sezione dell'I.D.It. “Incisori d’Italia” presieduta da Carlo Carrà. Anche questa associazione organizza importanti mostre, pubblica pregiate cartelle a tiratura limitata e partecipa ai Congressi internazionali.

Non essendosi mai spenta l'antica fiamma, nel 1965 risorge la B.N.E.L. e riprende l'attività associazionistica e le interrotte pubblicazioni. La Presidenza viene assunta fino al 1980 dall'ing. Gianni Mantero di Como, grande collezionista conosciuto in tutto il mondo. Durante questo periodo e sotto la sua guida si formano gli attuali collezionisti italiani dell'ex libris.

Alla morte di Mantero, avvenuta nel 1985, la diaspora degli exlibristi italiani avverte la necessità di ricostituire la “comunicazione” interrotta dall'inattività della B.N.E.L., ma soprattutto di avere un veicolo per far sentire la propria voce e divulgare le proprie idee.

La rassegna Ex libris. Rivista italiana di xilografia, ex libris e piccola grafica, fondata e diretta da chi scrive, voleva essere una rassegna internazionale legata alle arti del libro, all'illustrazione originale e all'antica arte della xilografia che, anche per suo impulso, ritornò ai fasti passati, merito di nuovi e valenti artisti facenti parte dell'Associazione. Essa nasceva come voce del nuovo exlibrismo italiano, raccolto attorno all'A.I.E.  “Associazione Italiana Ex libris” e pubblicherà, dal 1986 al 1994, ventisette numeri impreziositi da numerose tavole originali firmate dei più importanti artisti di tutto il mondo.

Numerosissime sono le pubblicazioni che hanno visto la luce, sia come cataloghi di mostre che come studi monografici su artisti, o particolari tematiche. Ricordiamo solo, a titolo di esempio, “Ex libris librorum”, catalogo della mostra di ex libris di bibliofilia, tenutasi alla Permanente di Milano in occasione della IV Mostra del libro antico, nel 1993; le pubblicazioni edite in occasione del XXV Congresso Internazionale dell’ex libris, tenutosi alle Stelline di Milano nel 1994 fra le quali segnaliamo “Ex libris da tutto il mondo, 1992-94” che illustra le opere di 476 specialisti del piccolo formato; le cartelle con grafiche originali, "omaggio" agli artisti scomparsi, Tranquillo Marangoni nel 1995 e Franco Rognoni nel 1999;  il "Numero speciale" de L'Ex libris italiano nel 2001 e diverse altre cartelle e pubblicazioni in occasione di Concorsi e Congressi internazionali.

Da qualche anno ho lasciato la pratica attiva  nel campo associazionistico per dedicarmi maggiormente alla mia attività di libraio antiquario e di editore d'arte, ma ho sempre tenuto presente l'ex libris con il lavoro e gli scritti e ho fatto di tutto per rivalutarlo e promuoverlo a pregiata forma d'arte. Mi è doveroso ricordare in questo frangente, i Presidenti che si sono succeduti dopo di me alla guida dell'Associazione: il caro Sergio Guidi, Luigi Bardi e l'attuale Presidente, Danilo Mainardi. A tutti loro un sincero grazie per la notevole  attività svolta a favore della diffusione  e della conoscenza dell'ex libris.

Dai primi tempi eroici, molto lavoro è stato fatto da entusiasti promotori come Remo Palmirani, fondatore dell’”Accademia dell’Ex libris” di Bologna che ha pubblicato un numero impressionante di opere sull'arte dell'ex libris, fra cui lo strumento più importante ed indispensabile per quanti operano nel nostro particolare mondo: la “Bibliografia Italiana dell’Ex libris” di Egisto Bragaglia, che recensisce tutto quanto pubblicato dal 1881 ad oggi in Italia sull'ex libris. Lo stesso studioso di Bolzano, che qui ringrazio per aver voluto presentare questo catalogo, dopo lunghe ed accurate ricerche durate sei anni, dava alla luce nel 1993  “Gli ex libris italiani dalle origini alla fine dell’Ottocento”, un ponderoso studio in tre tomi che censisce definitivamente il patrimonio exlibristico custodito nelle biblioteche pubbliche e collezioni  private italiane. Quest’opera, con i suoi 2500 ex libris elencati ed illustrati, rende ampiamente superati i pur famosi repertori del Bertarelli-Prior e del Gelli ed è fondamentale anche per gli studiosi di araldica e storia locale. Non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni serio studioso o buon collezionista di ex libris.    

Ricordo ancora altri promotori "storici" dell'ex libris italiano, come Mario De Filippis di Arezzo, Giuseppe Cauti di Pescara, Nicola Carlone di Torino, Gian Carlo Torre di Albenga, Enzo Pellai di Somma Lombardo e Cristiano Beccaletto di Milano e mi vorranno scusare gli altri amici se non ho potuto ricordarli tutti.

Se cinque secoli di storia ha il libro, così come lo conosciamo noi, cinque secoli ne ha anche questo “segno di proprietà”; se la bibliofilia ha i suoi “mostri sacri” e le sue rarità, anche l'ex libris ne possiede; se i libri vengono amati, letti e raccolti in biblioteche anche gli ex libris sono ricercati in tutto il mondo e raccolti in collezioni; se “liber” - che vuol dire “libero” - è la vera matrice di libro, lo è anche di ex libris; se siete orgogliosi di possedere un nome e cognome, allora l'ex libris fa per voi e appaga la vostra sete di cultura e cose belle.

Con questa storia alle spalle, con questa grande passione che ci pervade tutti, ma anche con la consapevolezza di non essere in molti e con limitate risorse, l'exlibrismo italiano contemporaneo accetta la sfida del XXI secolo e affronta il mare magnum di questo sconfinato, inesplorato e meraviglioso “Pianeta Ex libris”.

GIUSEPPE MIRABELLA

 

I simboli per la classificazione degli ex libris

Il movimento exlibristico internazionale, nato all'indomani della fine della II Guerra Mondiale, riunì in un'ideale famiglia, artisti e collezionisti di ogni parte del mondo. Sorse subito il problema di come indicare in forma semplice ed immediata  la tecnica esatta con cui era stato creato un ex libris, evitando lunghe espressioni in lingue straniere non sempre comprensibili a tutti.

Il valente xilografo spagnolo Jaume Pla presentò nel 1958 uno studio sulla semplificazione delle sigle incisorie con cui venivano creati o riprodotti gli ex libris. Partendo dalla radice greca del nome di ogni tecnica, le suddivise in quattro grandi sezioni:

X da Xylon, per l'incisione su legno

C da Chalcos, per l'incisione su rame

L da Lithos, per l'incisione (o disegno) su pietra

P da Photos, per la riproduzione fotomeccanica.

In occasione del VI Congresso Internazionale dell'Ex libris di Barcellona, questa proposta venne accettata dall'Assemblea dei delegati delle varie nazioni, ed è essenzialmente quella che fino a poco tempo fa, con alcune aggiunte intervenute nel frattempo, veniva comunemente usata dagli exlibristi di tutto il mondo.

Con l'allargarsi degli orizzonti culturali e collezionistici, con l'aprirsi di nuovi artisti di paesi lontani  e con una tecnologia sempre più specializzata e all'avanguardia, si rese necessario un aggiornamento e una revisione generale del sistema di classificazione.

Venne formato un gruppo di studio composto da eminenti studiosi ed artisti dell'ex libris, fra cui ricordiamo lo xilografo belga Frank Ivo Van Damme e i collezionisti  e membri del nostro Comitato Scientifico Luc van den Briele e Benoît  Junod. Venne stilata una nuova tabella nelle tre lingue ufficiali del movimento - francese, inglese e tedesco - e tali versioni furono approvate in sede di riunione FISAE, la Federazione Internazionale delle Società di Amatori di Ex libris,  durante il XXIX Congresso Internazionale dell'Ex libris, tenutosi nel 2002 a  Frederikshavn in Danimarca.

La presente versione italiana è la fedele ed accurata traduzione (ed interpretazione) di quella ufficiale.

Senza addentrarci in qualche lieve imperfezione lessicale o di merito, o in qualche sfasatura temporale per alcune tecniche ormai completamente desuete, non resta che invitare tutti gli artisti e i collezionisti italiani  a voler usare tali sigle, che individuano tutte le varie forme con cui viene prodotto un ex libris - sia  con tecniche originali che con tecniche di riproduzione.

È auspicabile anche che tale classificazione travalichi il nostro piccolo mondo exlibristico per approdare nel campo della grafica maggiore - più importante per forme e contenuti - o nel campo della catalogazione delle biblioteche e dei gabinetti di grafica.

 

SIGLE INTERNAZIONALI PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI EX LIBRIS

 

X     XILOGRAFIA

X 1    Xilografia (legno di filo)

X 2    Xilografia (legno di testa)

X 3    Linoleografia

X 4    Stampa alta da lastra di metallo

X 5    Stampa alta da lastra di metallo creata per la calcografia

X 6    Stampa alta da matrice non metallica (materiali sintetici)

X 7    Stampa da matrice in pietra (Cina, Giappone)

 

C      CALCOGRAFIA

C 1    Incisione su acciaio

C 2    Incisione su rame

C 3    Acquaforte

C 4    Puntasecca

C 5    Acquatinta

C 6    Vernice molle

C 7    Maniera nera (Mezzotinto)

C 8    Incisione su plastica, linoleum

 

P      RIPRODUZIONE FOTOGRAFICA

P 1    Cliché al tratto

P 2    Cliché mezza tinta

P 3    Heliogravure, Fotogalvanografia

P 4    Fotoincisione

P 5    Collotipia

P 6    Fotolitografia

P 7    Offset

P 8    Fotografia originale, ologramma

P 9    Riproduzione serigrafia

P10   Cliché su acciaio

 

TECNICHE ORIGINALI IN PIANO

L 1    Autolitografia

L 2    Autografia

L 3    Zincografia

L 4    Algrafia (su alluminio)

 

S       Pochoir (Stencil)

S 1    Serigrafia (originale)

S 2    Mimeografia (Batik)

S 3    Katazome (Giappone, Stencil con carta oliata)

S 4    Kappa-zuri (Giappone, Katazome con succo di cachi)

 

TECNICHE A RILIEVO

T    Tipografia

T 1    Linotipia

T 2    Fotoxilografia

T 3    Timbro in gomma

 

CGD    Composizione al computer (Computer generated design)

CRD    Riproduzione al computer (Computer reproduced design)

Y      Fotocopia

U      Altre tecniche

 

L'uso di più tecniche o di tecniche combinate viene indicato dai simboli delle singole tecniche separati dal segno più. Ad esempio, un'acquaforte con dell'acquatinta e maniera nera, verrà indicata con:  C 3 + C 5 + C 7.

Il numero dei passaggi al torchio viene indicato con un numero dopo il simbolo della tecnica. Ad esempio, una xilografia su legno di testa a 3 colori, verrà indicata con:  X 2/3.

Se dopo la stampa il foglio viene colorato a mano, si aggiungerà  la parola col. dopo il simbolo della tecnica. Ad esempio, un'acquaforte rifinita con dei colori , verrà indicata con:  C 3/col.